OSAS: Apnee ostruttive notturne

25 aprile 2016

OSAS: Apnee ostruttive notturne. Il ruolo giocato dall’odontoiatra e le nuove norme nel codice della strada

L’argomento delle roncopatie deve essere uno dei campi di conoscenza per il moderno odontoiatra, perché ne coinvolge il distretto di competenza.
Un russamento cronico da origine ad un insieme di sintomi definito con il termine di OSAS, e si caratterizza per il manifestarsi di un certo numero di episodi di pausa respiratoria durante il sonno, in alcuni casi associati a sintomi diversi fra i quali agitazione, senso di soffocamento o xerostomia.
L’interesse per l’odontoiatra risiede nel fatto che alla base di questo fenomeno possono esserci importanti dismorfismi anatomici, quali ad esempio: obesità con accumulo di tessuto adiposo a livello cervicale, malposizione o ipotrofia del mento, ipertrofia a carico di strutture molli (palato molle, ugola, tonsille, macroglossia), malocclusioni e altro ancora. Esiste poi una correlazione con fattori ambientali e con altre patologie sistemiche.
Allorquando la gravità della patologia aumenta, i sintomi possono manifestarsi anche durante le normali attività quotidiane con cefalee, disturbi nella vita di relazione e, nei casi più gravi, deficit cognitivi e vera e propria sonnolenza.
E’ bene ricordare come non sia una patologia rara, l’OSAS infatti ha una prevalenza che si aggira attorno al 4-6% nei maschi e sul 2% nelle femmine nella fascia d’età 40-60 anni. Si tratta di un gruppo importante della popolazione attiva che, nel caso di sonnolenza improvvisa, può andare incontro a conseguenze gravi, soprattutto incidenti stradali e sul lavoro.
Nel mese di gennaio, infatti, è stata promulgata una direttiva europea del Codice della strada, la quale prevede che la patente non sia rilasciata o rinnovata “a candidati o conducenti affetti da disturbi del sonno causati da apnee ostruttive notturne che determinano una grave ed incoercibile sonnolenza diurna, con accentuata riduzione delle capacità dell’attenzione non adeguatamente controllate con le cure prescritte”. È ovviamente chiaro il riferimento ai casi OSAS più gravi, ma in realtà è proprio il curante a dover verificare se il paziente si trova effettivamente in una condizione di incompatibilità con la pratica della guida. Ruolo fondamentale quindi, nella diagnosi, verrà rappresentato sia dal curante che dall’odontoiatra il quale sempre più spesso si trova a diagnosticare per primo la patologia e a stabilirne il livello di gravità.

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Posted in Blog by StudioDentistico | Tags: ,

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